Il ruolo educativo dell’ambiente: “l’aula come terzo insegnante”

Nei nostri nidi l’ambiente non è mai un semplice contenitore, uno sfondo ma un elemento vivo che partecipa attivamente all’esperienza educativa. La progettazione degli spazi, infatti, trae ispirazione dall’approccio Reggiano e dal pensiero di Loris Malaguzzi secondo cui l’aula è il “terzo insegnante”, capace di dialogare con i bambini e di accompagnarli nella costruzione della conoscenza.
Crediamo, come nella pedagogia reggiana, che i bambini siano competenti, curiosi e portatori di “cento linguaggi”, ovvero cento modi diversi di esprimersi, esplorare e comunicare. L’ambiente diventa così il luogo in cui questi linguaggi possono manifestarsi liberamente attraverso il movimento, la parola, la manipolazione, il colore, la luce e la relazione. Per questo, nei nostri nidi progettiamo spazi che invitano alla scoperta e al dialogo. Le aule sono luminose, flessibili, accoglienti e costruite intorno all’idea di libertà e relazione. I materiali sono scelti con attenzione, dagli elementi naturali ai sensoriali, dalle lavagne luminose agli specchi che ampliano la percezione e moltiplicano le possibilità di osservazione. Ogni oggetto diventa un’occasione per sperimentare, fare domande e cercare risposte insieme. In questa prospettiva, l’aula è davvero un insegnante: non parla con le parole, ma con la luce, con le forme, con i materiali. Accoglie, stimola, sostiene. È il luogo in cui i bambini possono esprimere tutti i loro linguaggi, costruendo giorno dopo giorno la propria idea di mondo.


